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Delusioni libresche: due romanzi che non sono riuscita a terminare.

Buongiorno Lettori, oggi vi lascio le mie impressioni su due romanzi di successo, che sono piaciuti a molti, ma che purtroppo mi hanno delusa. Non si tratta di vere recensioni, dato che in entrambi i casi non sono riuscita a terminare la lettura, ma solo di un veloce sunto del perché, personalmente, questi titoli non mi hanno catturata.

Sally Rooney, Parlarne tra amici (Ediz. Einaudi, 2018).

Frances è una ragazza acuta e razionale, analizza ogni istante della sua esistenza e decide qual è la posizione più adatta da assumere per sembrare a proprio agio. Anche se forse non si è mai interrogata su cosa significhi essere davvero a proprio agio con se stessa. Frequenta l'università a Dublino, e scrive poesie che la sua amica Bobbi mette in scena durante serate frequentate da un'umanità molto attenta a occupare il posto giusto. Frances ha con Bobbi, che è lesbica, un rapporto strano, fatto di ammirazione e sudditanza; Bobbi le sembra così certa del suo ruolo, quasi non lo stesse soltanto recitando. Durante uno dei loro reading incontrano Melissa, una fotografa e scrittrice molto apprezzata. E iniziano a frequentare lei e il marito Nick, un attore di una certa fama. Parlano tra di loro di qualsiasi cosa: sesso, politica, arte, religione, convinti di potersi mettere al riparo dai sentimenti che intanto dentro di loro crescono. Sono belli, intelligenti, votati al successo e anticonformisti, pensano che le piccole meschinità dei rapporti umani non li riguardino, e invece scopriranno di essere soggetti alle stesse irrazionali leggi emotive di chiunque altro. E scopriranno di potersi fare molto male.

Un romanzo, Parlarne tra amici, che credevo potesse incontrare il mio gusto e che aspettavo con ansia. Purtroppo, ho fatto molta fatica a lasciarmi trasportare da una storia che, pur ben scritta, mi è sembrata esageratamente concentrata a sviscerare rapporti interpersonali che, alla fin fine, risultano po’ scontati (il legame tra Frances e il bel Nick, ad esempio). Probabilmente, ahimè, per me gioca anche un problema generazionale: la giovane autrice racconta il suo mondo e la sua generazione, quella del venticinque-trentenni, che forse io faccio fatica a comprendere (oddio, che cosa triste), anche linguisticamente:

"Quell’estate io e Bobbi abbiamo partecipato a varie maratone di spoken word e notti di open mic" (questo è solo un esempio, ho dovuto cercare in rete il significato di questi termini, e mi è successo più volte nel corso della lettura).
Mi sono fermata dopo un centinaio di pagine. Bloccata. Qualcuno ha letto il romanzo e mi consiglia di andare avanti. Sono pronta a ricredermi.

Fato e furia di Lauren Groff (Bompiani, 2016).

Per alcuni la vita è sogno. Lotto e Mathilde, il ragazzo d’oro e la principessa di ghiaccio, si conoscono alla fine dell’università e si sposano subito: giovani, bellissimi e innamorati, si avviano verso un destino di felicità. Lotto depone senza troppo dolore le ambizioni da attore per diventare celebre come autore teatrale, e Mathilde si rivela la moglie ideale, la musa silenziosa: lui ama le luci della ribalta e lei sceglie il riparo delle quinte, lui è fiducioso e aperto verso le persone e il futuro, lei è più oscura e sfuggente. Ventiquattro anni di matrimonio per una coppia perfetta, quella che vedono - o credono di vedere - tutti da fuori: ma basta cambiare punto di vista e la maschera cade. Il fato cala senza pietà; e Mathilde è la furia che libera un carico di rivelazioni. Con la sua scrittura intensa e luminosa Lauren Groff è riuscita a dare grande respiro narrativo a quella che si può leggere come una pièce teatrale, una tragedia animata da due personaggi folgoranti: perché ogni storia ha due facce, e la chiave di un matrimonio non è la verità, ma il segreto.

Romanzo osannato dalla critica e da molti lettori (è piaciuto molto a Obama), Fato e furia mi ha stordita fin dalle prime pagine. Non entro nemmeno nel merito della trama, perché il mio principale problema nell'approccio a questo libro è lo stile dell'autrice: una scrittura fin troppo creativa, anche un po’ auto compiaciuta, sincopata, nervosa, piena di metafore ardite e giochi di parole. Un mio limite, forse, ma proprio non fa per me.

"Gli mise la testa in grembo e dissotterrò il Piccolo Lotto per indurre il Grande Lotto a fermarsi. Un camion di passaggio espresse col clacson la sua approvazione". (il giochino di parole tra il nome del protagonista, Lotto, e il suo organo genitale - Luciana Littizzetto direbbe il suo Walter - mi ha fatto tanto tanto ridere, e il camionista che approva la fellatio, consumata in auto,  a suon di clacson, è stata la ciliegina sulla torta). 

"Si abbassò una spallina. La fece scendere lentamente lungo il braccio. Poi abbassò l’altra. Ora le fece scendere entrambe sui seni, che, pop!, sbocciarono, simili a petti di pollo, nel loro rosa tenue..." (petti di pollo?? Che erotismo!)
Decisamente Lauren Groff non fa per me!

Voi avete letto questi romanzi? vi sono piaciuti? Raccontatemi, sono curiosa!

Alla prossima...delusione! 

Commenti

  1. Ciao Tessa!
    Su "Fato e Furia" mi trovi concorde, probabilmente non l'ho capito oppure non fa per me.
    "Parlarne tra amici" è molto chiacchierato su IG, ma non mi ispira e non credo lo leggerò a breve.
    Mi è capitata di recente un'esperienza simile con "Isola" di Siri Ranva Hjelm Jacobsen, Iperborea: consigliato e osannato da tutti, mi ha lasciato poco e nulla. A volte capita.
    Ti auguro letture maggiormente coinvolgenti per il futuro.
    Un abbraccio 😊

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    1. Ciao Cecilia! guarda, credo Lauren Groff non faccia per noi. A me la sua scrittura provoca ansia e un senso di estraneità che proprio mi frena. Parlarne tra amici, stilisticamente, mi è più congeniale, ma anche nel suo caso...empatia poca, pochissima.
      Isola mi attira tanto, chissà...
      Grazie dell'abbraccio che ricambio.

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  2. Io Fato e Furia, invece, l'ho adorato o quasi. Cattivo cattivo e, strada facendo, scritto benissimo. Ricordo addirittura un capitolo, scritto come fosse un copione teatrale.
    Il primo, invece, mai entrato in lista: non mi ispirava.

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    1. Mi sa che sono troppo vecchia per Il piccolo e il grande Lotto. A parte gli scherzi, uno stile che proprio non fa per me , quello dell'autrice! Pazienza.

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  3. Tessa, anche Pennac nel suo decalogo sui diritti del lettore, concede la facoltà di non portare a termine la lettura di un romanzo. Credo che forse il problema sia anche 'lost in translation' nel senso che come Eco più volte ha affermato, tradure è 'dire QUASI la stessa cosa. In aggiunta, la mancata conoscenza di una cultura diversa, e mi riferisco ai modi di dire, ai riferimenti della società a cui appartengono ecc., può sminuire l'apprezzamento o la comprensione di un'opera. Detto questo, anche testi letti nella propria lingua madre a volte sono proprio incomprensibili o inaccettabili per una serie di motivi del tutto personali. Per esempio, ho letto -solo una volta- un libro di Fabio Volo, e l'ho trovato una perdita di tempo. Tutt'oggi non mi spiego quest'aura che lo circonda. Tornando alla tua domanda, questi libri non li ho letti e dunque non posso darti né torto né ragione. Ultimamente, poi, ho ristretto il mio 'raggio di azione' nel senso che leggo solo nella lingua in cui sono stati scritti, limitando molto le mie possibilità. magari farà una piccola ricerca sui siti U.S. per leggere altre recensioni.

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    1. Leggere in lingua originale è una gran bella possibilità! Io mi limito a leggere qualche romanzo in inglese quando non ne esiste traduzione in italiano (o quando non voglio aspettarla). Certo, la traduzione vuol dire tanto, ma , nel caso dei libri che ho citato, non credo il traduttore abbia "colpe": si tratta di romanzi che raccontano realtà probabilmente troppo lontane da me (in senso lato). E c'è poi il gusto soggettivo! Fato e Furia è piaciuto a molti, forse, semplicemente, non è il mio genere.
      Di tanti autori best -seller, spesso non riesco a spiegarmi il successo di pubblico e critica: è il bello della lettura, in fondo. Ogni Lettore è unico per gusto e sensibilità!

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  4. Ciao Roberta, non avevo intenzione di leggerli, non li ho mai sentiti nominare, ma adesso mi tengo lontana. Sopratutto da -fato e Furia. Oddio terribile! Bacioni

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    1. Ciao Baba, in realtà Fato e Furia ha ottime recensioni, è piaciuto a Mr. Ink, ad esempio, chissà, magari non l'ho capito! O sono troppo vintage per lo stile dell'autrice! Un bacio

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  5. Ciao Tessa.
    Come stai?
    Non conosco Parlarne tra Amici, che penso non leggerò, complice la tua recensione.
    Invece avevo acquistato Fato e Furia, che mi aveva incuriosita per il successo avuto e poi per la trama.
    Me l'hai ricordato... vediamo se riesco a ripescarlo e leggerlo tra Aprile e Maggio. E poi ti saprò dire che effetto mi ha fatto.
    Ti auguro una buona settimana, pioggia permettendo. Ciao, Marina

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    1. Ciao Marina! Sarei curiosissima di sapere il tuo pensiero su Fato e Furia! Aspetto un'eventuale recensione :)
      Grazie, qui le cose vanno un pochino meglio. Buona settimana anche a te!

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  6. Mi hai fatta morire dal ridere. No, fato e furia non mi attira.
    Lea

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  7. Mi hai fatta morire dal ridere. No, fato e furia non mi attira.
    Lea

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