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Recensione: Storia della mia ansia di Daria BIgnardi (Mondadori, 2018).

Buongiorno Lettori, forse avrete notato la mia lunga latitanza, da settimane non pubblico più post e recensioni. Purtroppo ogni tanto la Vita prende il sopravvento e non lascia il tempo e la forza mentale per occuparsi delle piccole cose piacevoli. Ho un problema in famiglia, sono spesso fuori casa, leggo poco e con poca concentrazione. Spero la cosa possa risolversi presto, nel frattempo vi lascio la recensione, scritta in un raro momento di pausa, dell'ultimo romanzo di Daria Bignardi, da poco uscito in libreria. 
Vi abbraccio, a presto. 

Un pomeriggio di tre anni fa, mentre stavo sul divano a leggere, un'idea mi ha trapassata come un raggio dall'astronave dei marziani. Vorrei raccontare così l'ispirazione di questo romanzo, ma penso fosse un'idea che avevo da tutta la vita. "Sappiamo già tutto di noi, fin da bambini, anche se facciamo finta di niente" dice Lea, la protagonista della storia.
Ho immaginato una donna che capisce di non doversi più vergognare del suo lato buio, l'ansia. Lea odia l'ansia perché sua madre ne era devastata, ma crescendo si rende conto di non poter sfuggire allo stesso destino: è preda di pensieri ossessivi su tutto quello che non va nella sua vita, che, a dire il vero, funzionerebbe abbastanza. Ha tre figli, un lavoro stimolante e Shlomo, il marito israeliano di cui è innamorata. Ma la loro relazione è conflittuale, infelice. 
"Shlomo sostiene che innamorarci sia stata una disgrazia. Credo di soffrire più di lui per quest'amore disgraziato, ma Shlomo non parla delle sue sofferenze. Shlomo non parla di sentimenti, sesso, salute. La sua freddezza mi fa male in un punto preciso del corpo." Perché certe persone si innamorano proprio di chi le fa soffrire? E fino a che punto il corpo può sopportare l'infelicità in amore?
Nella vita di Lea improvvisamente irrompono una malattia e nuovi incontri, che lei accoglie con curiosità, quasi con allegria: nessuno è più di buon umore di un ansioso, di un depresso o di uno scrittore, quando gli succede qualcosa di grosso.
Daria Bignardi

A Lea, protagonista dell'ultimo romanzo di Daria Bignardi, succede “qualcosa di grosso”, qualcosa che sconvolge la sua quotidianità e la costringe a rimettere in discussione il suo universo affettivo e lavorativo: è un nodulo al seno, un tumore, che rende necessario un intervento chirurgico e una serie di cicli di chemioterapia. 

Difficile leggere Storia della mia ansia, senza pensare alla storia personale dell'autrice, colpita, anni fa, come lei stessa ha raccontato recentemente, dallo stesso male. Difficile separare finzione narrativa e realtà, difficile immaginare le sofferenze di Lea, senza pensare al vissuto Daria. In questo romanzo, ha dichiarato Bignardi in un'intervista, la protagonista non è la malattia; è vero, la malattia è il bivio che mette Lea di fronte alle proprie insicurezze e infelicità. È lo spartiacque tra "il prima" e "il dopo", tra un'esistenza con il freno a mano tirato, scandita da una forma d' ansia, le cui origini affondano nell'infanzia, strenuamente combattuta e mai superata ("non voglio essere come mia madre, devo essere all'altezza come mamma, come moglie, come artista"), da un matrimonio infelice e da una professione emotivamente ingombrante, a un "carpe diem" che ha il sapore, malgrado le circostanze, di una ritrovata leggerezza, in cui trovano posto anche nuovi incontri e nuovi, spensierati, sentimenti. 

Storia della mia ansia non è dunque un romanzo incentrato sulla malattia e sul dolore, ma, secondo il mio parere, è proprio nelle parti in cui l'autrice racconta il disagio fisico e spirituale, la trasformazione del corpo, l'intervento, le terapie e i suoi effetti collaterali, laddove la finzione lascia il passo al vissuto, che il racconto è più convincente e coinvolgente. Con lo stile preciso ma avvolgente che contraddistingue tutti i suoi romanzi, Daria Bignardi dà voce a tutte le donne che ogni giorno affrontano un "qualcosa di grosso" e lo smarrimento che ne consegue. In Lea c'è il dolore, la paura, la sofferenza, ma anche il coraggio di chi accetta la sfida del cambiamento, con determinazione e con un pizzico di sana follia. I personaggi maschili, in un certo senso più "sfuggenti", rimangono sullo sfondo. 
Ho letto tutti i romanzi dell'autrice, forse Storia della mia ansia non è il mio preferito, ma è sicuramente un libro che offre toccanti momenti di riflessione. Consigliato. 

Genere: Cambiamenti.
Pagine:
Voto: 
 meno.

Commenti

  1. Mi è venuta voglia di leggerlo. Che bel nome che ha la protagonista di questo romanzo. Nn credi????
    Lea

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    1. Bello assai! ;) fammi sapere, se lo leggi, come lo trovi.

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  2. Ciao! La Bignardi è un’autrice che mi ha sempre incuriosita ma non ho ancora letto niente di suo. Da dove mi consigli di partire?
    Un abbraccio grande e speriamo che presto si risolva qualcosa 😉

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    1. Ciao Stefi, a me è piaciuto tanto il memoir Non vi lascerò orfani, ma anche L'acustica perfetta e L'amore che ti meriti; in realtà li ho trovati tutti molto scorrevoli. Questo è il più duro e tragico, forse. Mi prendo l'abbraccio, grazie di cuore.

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  3. Ciao Tessa! Nonostante la tua Bella recensione penso che questo romanzo non fa per me! In questo periodo non ho molta voglia di leggere storie tristi e di malattia però ti ringrazio per averne parlato perché almeno da oggi in poi ho un diverso approccio verso questo romanzo che fino ad ora non avevo mai preso in considerazione. Un abbraccio. Rosa

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    1. Ciao Rosa, ti capisco, è un romanzo che ha bisogno dei suoi tempi. Il tema è delicato.
      Grazie mille :)

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  4. Sinceramente, mi aspettavo una trama completamente diversa! Ma sono comunque curiosa di leggerlo! :)

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    1. Se non ti "impaurisce " il tema...provalo! E fammi sapere.

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  5. Dell'autrice ho letto solo L'acustica perfetta, e mi aveva sorpreso.
    Questo mi ispira, anche se il tema dà ansie.
    E io do un abbraccio a te.

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    1. Me lo prendo, l'abbraccio. Grazie di cuore.

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  6. Ciao! Di questa autrice ho già apprezzato due libri. Credo che leggerò anche questo romanzo :-)

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    1. Se ti piace lo stile dell'autrice, apprezzerai anche questa ultima fatica. Ciao Silvia, grazie di essere passata.

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  7. Ciao cara e grazie dei tuoi spunti sempre preziosi. Non so ma la trama mi dà idea di una lettura che richiede lo stato d'animo giusto...ergo attenderò. Mi unisco nel mentre alla pioggia di abbracci colmi di vibrazioni positive ed incoraggiamenti!

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