Recensione: La tristezza ha il sonno leggero di Lorenzo Marone (Ediz. Longanesi, 2016).

Buongiorno Lettori, oggi sono qui per parlarvi dell'ultimo romanzo di Lorenzo Marone, La tristezza ha il sonno leggero
Appena seduta davanti al pc mi sono resa conto che il compito non è facilissimo, si tratta infatti di un libro accolto favorevolmente da pubblico e critica e recensito in modo accurato e spesso entusiastico da molti colleghi blogger. Ho quasi l'impressione che tutto sia stato già detto e che davvero poco si possa aggiungere; io provo comunque a raccontarvelo, questo romanzo, vediamo se riesco a non annoiarvi.

Erri Gargiulo, il nostro protagonista, è un quarantenne che farebbe la gioia di qualsiasi psicanalista freudiano. A partire dal nome di battesimo, concepito dall'incontro tra una bizzarra idea del padre e un funzionario dell'anagrafe non proprio sveglissimo, tutta la vita di Erri pare, in qualche modo, procedere in balia degli umori dei suoi genitori e della strampalata famiglia allargata che questi si sono creati nel corso degli anni.
A 5 anni Erri si trova, al termine dell'ennesima lite fra i genitori, a dover "scegliere": voltare le spalle a mamma o a papà? Perché in fondo è questo che un bimbo così piccolo sente di essere chiamato a fare, di fronte al divorzio dei genitori: una scelta; impossibile, ingiusta, ma in qualche modo necessaria.
Occhi chiusi, spalle al muro, il piccolo Erri decide per l'immobilità, sarà mamma a scegliere per lui, prendendolo per mano. E da quel momento la vita di Erri sarà sempre così: una serie di non decisioni, una costante attesa di qualcuno che prenda in mano le situazioni e risolva i dubbi, scegliendo per lui la strada da percorrere; un'esistenza in difesa, silenziosa, piena di mal di stomaco da somatizzazione, ma avida di emozioni.
È così che Erri diventa l'uomo che impariamo a conoscere tra le pagine del romanzo. Un uomo mite, indeciso, incapace di dire no, un uomo ferito, tradito dalla moglie e licenziato dal suocero, suo datore di lavoro ( cornuto e mazziato, è proprio il caso di dirlo).
Ma di certo la vita di Erri non è vuota come si potrebbe pensare, attorno a lui si affolla infatti una caotica e complicata famiglia allargata. Mamma e papà si sono presto risposati, hanno messo al mondo altri figli con i nuovi compagni, compagni che magari avevano figli da un precedente matrimonio. 
Erri Gargiulo ha due padri, una madre e mezza, tre "mezzi" fratelli tra loro assai diversi, con i quali condivide parte dei geni, e una sorella acquisita che non ha in comune con lui nemmeno una goccia di sangue, ma con la quale ha un legame fortissimo. 
E fratelli e fratellastri, a loro volta, hanno compagni, mogli, fidanzate e fidanzati, figli già nati o nel pancione; e poi ci sono i parenti acquisiti e parecchia confusione. E no, non è la famiglia Bradford, né quella del mulino bianco, ma una famiglia italiana come tante. 
La forza del romanzo e la capacità dell'autore sta proprio in questo, secondo me: nella capacità di raccontare la quotidianità, la normalità di situazioni, magari nel romanzo portate all'esasperazione, ma nelle quali ciascuno di noi può riconoscere una parte di sé.

Nel tempo di una affollata cena di famiglia, Erri ci racconta, in un continuo e veloce alternarsi tra passato e presente, l'origine delle proprie insicurezze e di quella paralizzante sensazione di essere amato solo a "metà", da una madre iper controllata e "fallica" (così la definisce il suo terapista) e da un padre apparentemente indifferente; ma al contempo ci intenerisce, parlandoci di un patrigno che ha riempito la sua vita di affetto vero e incondizionato e di una matrigna, una giovane spagnola, che intelligentemente non ha mai tentato di sostituirsi alla madre, ma è riuscita a sostenerlo con garbo, col sorriso e in punta di piedi.
Qui mi fermo, perché i personaggi che si affollano attorno alla tavola sono davvero tanti e tutti da scoprire. E alla fine, quando li avrete conosciuti tutti nei loro vizi e virtù e dopo aver capito quanto affidamento fanno tutti sul nostro Erri, vi sarà più facile comprendere questo uomo dal cuore grande, che ancora oggi, spalle al muro, chiude gli occhi e aspetta un segno.
Un romanzo ironico, tenero, molto scorrevole, che consiglio un po' a tutti. A tratti, specie nella parte centrale, ci scappa qualche frase filosofica ad effetto e un po' piaciona di troppo, cosa che, come sapete, non amo particolarmente, ma che ho facilmente perdonato, in quanto decisamente bilanciata da un'intelligente ironia e da una buona scrittura. 
Non vi resta che scoprire quando e come Erri aprirà gli occhi e raddrizzerà le spalle! 
"Alla fine ho capito che non è vero che la speranza non si tramuta mai in realtà. È una questione di numeri: più desideri hai, maggiore è la possibilità di fare centro".

Buona Lettura!

Genere: La famiglia (quella di Scola) in chiave moderna.
pagine:384.
Voto: 

Commenti

  1. Ok, preso il caffè e letta questa bella recensione. Felice che il libro ti sia piaciuto, posso adesso riporre l'ascia di guerra e lasciarti vivere serena sino al prossimo romanzo di Lorenzo!

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    1. Bene! (io per precauzione avevo nascosto bisturi e pinze, che non si sa mai) :)

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  2. Ciao Tessa, è un libro che a me è piaciuto, ho avuto occasione di incontrare Lorenzo proprio ieri grazie ad una presentazione a qualche km da casa. Non ho ancora recensito, ma lo farò prestissimo!

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  3. Adoro come scrivi! Garbata e coinvolgente al tempo stesso.
    Brava.
    Lea

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    1. E..qui ci starebbe bene un adesivo che qui non ho!
      Grazie Lea. Bacio xxx

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  4. Ho letto con interesse la tua intensa recensione. Ho in programma di leggere questo romanzo e mi fa piacere conoscere il tuo commento positivo. Un saluto :)

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    1. Grazie. Aspetto di sapere come l'hai trovato :)

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  5. Ho letto tante belle recensioni su questo libro, devo proprio leggerlo :)

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    1. E' scorrevole e ben scritto, penso possa piacere un po' a tutti. :)

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  6. Bellissima recensione, per il mitico Erri.
    Se la meritava, perché quant'è simpatico? :)

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    1. Un uomo, un mito. Certo,al suo fianco avrei preferito una donna diversa, alla fine!

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  7. La tua recensione di unisce alle tante belle parole spese per questo romanzo che mi attende buono buono sullo scaffale. Presto sarà il suo turno! ;)

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    1. Allora aspetterò buona buona il tuo pensiero!

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  8. Ciao Tessa!! ma che bella recensione :-) hai reso ben giustizia ad Erri. Contenta, tanto tanto contenta che ti sia piaciuto. un bacione!!

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